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(9 settembre 2015) – La decima tappa del China Silk Road Rally 2015 (da Zhangye a Jiuquan) non è stata la più semplice per i concorrenti. La pioggia, fenomeno abbastanza raro in questa regione, è caduta copiosa per due giorni, rendendo difficile il tracciato. L’organizzazione ha rinviato la partenza di un’ora per assicurarsi che si potessero percorrere alcuni tratti difficili come i guadi.

Stéphane Peterhansel/Jean-Paul Cottret e Cyril Despres / David Castera, partiti rispettivamente secondi e sesti nella Prova Speciale, sono riusciti a rimanere in strada nonostante una pista molto scivolosa, tecnica, con avvallamenti, tratti cedevoli, canali di scarico e tratti veloci verso la fine.

Peterhansel ha ottenuto la sua sesta vittoria di tappa, precedendo Huan per una manciata di secondi. Despres è arrivato 4°, a meno di 5 minuti. Le due Peugeot 2008 DKR continuano la loro corsa in testa alla classifica generale a 3 tappe dalla fine. Il bivacco di Jiuquan, ai piedi della zona più occidentale della muraglia cinese, si sposterà domani a Dunhuang, per l’ultima tappa.

Stéphane Peterhansel: «Stamattina ero un po’ stressato dopo la tappa di collegamento in cui abbiamo visto dei guadi in piena. Le nostre due ruote motrici non lasciavano presagire una tappa facile per noi per la presenza del fango. Abbiamo attaccato subito. La pista era scivolosa ma la 2008 DKR si è comportata davvero bene. Abbiamo raggiunto Christian Lavieille (Haval) poi ci siamo persi. Un grosso errore nel Road Book ci ha fatto perdere quasi 7minuti. Abbiamo imboccato una strada sbagliata e così siamo dovuti tornare indietro. In quel momento sono arrivati Han e Liu e hanno tratto vantaggio perché ci hanno seguito sul percorso giusto. Abbiamo dovuto attaccare a fondo per riprendere il vantaggio».

Cyril Despres (nella foto)Foto News 9 settembre 2015 2: «Anch’io, come Stéphane, sono stato vittima dell’errore del Road Book. E’ la prima volta che io e David ci perdiamo. Ma abbiamo gestito la situazione con un atteggiamento zen! Siamo stati molto prudenti, anche perché il fango ha fatto salire la temperatura degli ammortizzatori. Dopo il terreno fangoso, abbiamo affrontato un altro tratto difficile con i canali di scarico. Ce la siamo cavata bene, alla fine di questa decima tappa»

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