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Sport e Motori nella storia

Michéle Mouton è un grande esempio non solo nei rally, ma per tutto lo sport e non solo. E’ la prima donna ad aver vinto una gara di campionato mondiale, il Rally Sanremo 1982, evento che ancora non si è verificato in F1 o nel motociclismo, ma, guarda caso, nei rallyraid con Jutta Kleindschmidt prima in una Parigi-Dakar!

Quando Michéle, che è nata il 23 giugno 1951 a Grasse – la città dei profumi! – a due passi dalle prove del Montecarlo, ha cominciato a correre c’era già stata una sia pur minima quota rosa nei rallies. Ma pur essendo delle ottime drivers, Eva Rosqvist, che ha corso con le Mercedes ufficiali a fine anni cinquanta-inizio sessanta, sia faceva notare piuttosto come curiosità, e Pat Moss al volante della Saab e della Mini, era soprattutto la sorella del grande asso della F1, o la moglie di Eric Carlsson. La Mouton inizia a dedicarsi ai rallies nel 1972, prima come copilota poi al volante, è però un periodo favorevole, soprattutto in Francia. Claudine Bouchet ha fatto grandi cose, prima diventare moglie e navigatrice del pilota della Citroën e poi della Lancia Renè Trautman. C’è addirittura una gara, la Paris-St Raphael riservata ai soli equipaggi femminili, mentre un’industria di dentrifici, la Aseptogyl, promuove diverse iniziative, dando vita a squadre e partecipazioni di ralliste, al volante di vetture caratterizzate da una livrea rosa. Ma nel caso di Michéle a fare la differenza è e sarà sempre una caparbietà e una forza di volontà al di fuori dal comune. “A me è sempre interessato arrivare al top, e non c’entrava niente la rivalità con gli uomini”.  Grazie all’iuto del padre arriva presto a guidare una vettura al top come l’Alpine Renault A110, e non ci pensa due volte a schierarsi subito al Tour de Corse, la più difficile gara su asfalto del mondiale, che conclude appena al di fuori della top ten, e poi al settimo posto nel 1975. Il Tour de Corse sarà per molti anni la sua gara preferita, dove può vantare ancora tre quinti posti a cavallo degli anni settanta-ottanta. Intanto, dopo aver partecipato anche alla 24 Ore di Le Mans del 1975, con una Moynet-Simca, nell’immancabile operazione rosa con Christine Dacremont e Marianne Hopfner,  entra nel giro del Gruppo Fiat. Corre con l’A112, con la 127, con la Lancia Stratos e con la 131 Abarth di Fiat France assieme a Jean Claude Andruet, ed è stabilmente nella top ten del Rally di Montecarlo.

La svolta entusiasmante c’è all’inizio degli anni Ottanta quando Michèle Mouton viene ingaggiata dall’Audi per il programma Audi. Walter Treser DS dei Quattro Anelli mette in secondo piano l’aspetto rosa, ma vuole un pilota professionista per formare con Hannu Mikkola una coppia perfetta. Il 1981, stagione d’esordio dell’Audi Quattro, che pure inizia con la prima vittoria di Mikkola in Svezia, non è delle più semplici. Ma a Sanremo, che si corre in parte sugli sterrati toscani, la rivoluzionaria vettura di Ingolstadt è ormai al top, e fermo Mikkola, a vincere è la vera “Signora degli Anelli”, Michéle Mouton, affiancata dall’italiana Fabrizia Pons, con un’impresa che rimarrà negli annali. Nel 1982 ne sfiora un’altra ancor più clamorosa. Vince in Portogallo, all’Acropoli e in Brasile, si piazza quarta a Sanremo e seconda al RAC, dove stranamente l’Audi non mette in atto un gioco di squadra… Alla fine è il regolarissimo Walter Röhrl, che approfitta del ritiro delle Audi in Costa d’Avorio, ad aggiudicarsi quel titolo mondiale che invece avrebbe dovuto premiare la ragazza di Grasse!

A questo punto, l’Audi, impaziente di vincere il mondiale ingaggia anche Stig Blomqvist, e lo stesso Walter Rhorl. Gli spazi per la Mouton si riducono, anche se ha modo di segnare un’altra impresa. Nel 1985 con l’Audi Sport Quattro vince a tempo di record la Pikes Peak, la famosissima cronoscalata americana, con arrivo a quota 4300 metri, e anche questa volta è la prima donna a tagliare per prima quel traguardo.

Nell’86 approda alla Peugeot, che le assicura qualche partecipazione mondiale e l’impegno nel Campionato Tedesco, dove spicca la sua vittoria nel Rally di Germania.

A trentacinque anni ce ne n’è abbastanza per tirare i remi in barca, dedicarsi alla famiglia e avere una figlia, anche se Peugeot la chiamerà ancora per i raid.

Michéle si trasforma in organizzatrice. Inventa la Race Of Champion, che debutta alle Canarie, e poi negli anni farà il giro del mondo diventando il master di fine anno.

Un’esperienza preziosa che, unita a quelle maturate nei rallies, è oggi utile per svolgere il suo compito di Manager FIA per il WRC.